sabato 2 febbraio 2013

TEST NUOVE CANNE BAD BASS TECH

Gennaio 2013, non è un giorno ideale per testare nuovi attrezzi, vento teso frontale e minaccia di pioggia.
C'è il BBT staff al completo più un potente lanciatore aggregatosi.
Quattro gli attrezzi: Shadow tele a cima corta e senza anelli, nuovissima Anniversary Mareggiata con lavorazione della cima completamente nuova, MMT con diverso montaggio per rendere il manico più morbido e nuova cima definita sensitive tip, nuovissima International Pro con cima potente ma sottile e sensibile.







Si parte dalla più leggera Shadow. Secca, prontissima, per la pesca a mare calmo in massima leggerezza e ottime distanze. Quasi una bass rod



 Si passa poi alla nuovissima mareggiata, davvero ottima sia per side angolato che ground ed io la testo anche in pendolare. bella!


Test impegnativo per la nuova International pro. Bisogna strapazzarla ed essere sicuri che la cima non ceda. Biagio la violenta con un ground cast ad ore 15 e piombo da 150. Perfetta! Poi tocca a me provarla con la stessa piombatura con un pendulum cast, non violento ma efficace.


Dulcis in fundo c'è da testare la MMT in configurazione Sensitive Tip e con manico meno rigido, insomma a più ampio raggio di impiego rispetto alla 423 maggiormente dedicata alla distanza estrema e al ground molto angolato. Per l'occasione ed essere certi che regga, è ancora Biagio a strapazzarla al massimo come potete notare dalla foto, poi Genni e Danilo ne confermano la congruità con lanci meno violenti.





mercoledì 23 gennaio 2013


BREVISSIMA STORIA DEL SURF CASTING MEDITERRANEO

E si! Surf casting in Mediterraneo, perché se parliamo di Mauritania, o di Gran Bretagna o non so del Sud Africa, allora è ovvio che parliamo di altre modalità.

Correnti di maree e correnti causate dai venti sono i due discrimini che in modo molto molto approssimativo possono distinguere i due modi di praticarlo.
Dove è nato? Bella domanda, i più dicono in Inghilterra, molti in Sus Africa, i francesi dicono nel loro oceano!
Una cosa però è certa: la massima parte dell'evoluzione tecnica delle attrezzature è avvenuta in Inghilterra e non per moda ma per necessità pura. Essi iniziarono in modo molto artigianale a sostituire i morbidi pedoni di canne in fibra con tubolari di alluminio..e ovviamente ho posseduto i primi prodotti industriali, la Moonraker Daiwa ma prima ancora la Surf Pride Browning.


Erano canne per l'eopca abbastanza rivoluzionarie, la Pride una tre pezzi, la Daiwa una rip in due pezzi. Poi la Beachman Italcanna, la HPB Daiwa..e ci pescavo, eccome ci pescavo!


Molti di voi non possono ricordare per un fatto anagrafico. Arrivarono le Bad Bass, la prima posseduta è stata una Guscu 1 leggera e vi garantisco ancora attualissima, poi la più prestante Splinter, roba che quella che ancora posseggo, se riserigrafata potrebbe tranquillamente rientrare in commercio, forse solo un pò corta, ma erano di moda le 3,90.
 La prima a scacchi fu la SKA con cui Franzese vinse il campionato italiano di fisso, se ben ricordo con circa 215 metri in ground. Poi subito iniziò anche la macchina trita bad bass  "..si spaccano, non è buona", ma più di tutto "..è una mollacciona!!!!!"

 "Guarda" mi diceva un grande esperto  brandendo una canna nell'aria " guarda la cima! " E io guardavo, cosa non l'ho mai capito. Cosa dovevo guardare quella vetta quasi da randellarci le olive???? "Queste sono canne veramente rigide!!" Mi sembrava quasi una canna Leghista che si sa, l'hanno duro! Ma cosa significa?

Patologia dell'espertismo a tutti i costi! Ma conoscono un pò di storia del surf?
Italcanna che produsse una delle evergreen, la Oltremare, proponeva due cime per una canna espressamente da pedana, una più morbida da pendolare, una più rigida da ground. ma in pedana ovviamente. maneggiavo anche qualche canna di oltre oceano, Zziplex per intenderci , e aveva una splendida cima la mia Pro AM, che era una delizia. La regalai al mio amico Piero Sperindeo che la conserva e qualche volta ancora la usa e in pedana anche fuori forma  i 200 li raggiunge con facilità.
  " No una canna deve essere rigida!" Ragazzi non vi fidate, una canna da pesca deve essere armoniosa, può essere rigida nel manico, deve assolutamente iniziare ad ammorbidirsi nella parte centrale, anche di poco, e la parte finale della cima deve regalarci il divertimenti di avvistare le tocche.

La foto sopra questo breve comma mostra una spigola nemmeno grande pescata in risacca con un piombino a sfera da 50 grammi. La canna? La Blue Hand. Perchè quella cima morbidissima e fili sottili che consentono di stare in pesca con poco piombo che magari un pò scarroccia portando l'esca in qualche punto di deposito e.. non c'è scampo.

Ovviamente diverso il caso e l'attrezzatura necessaria a scagliare a buona distanza un grosso boccone ma ogni condizione, ogni modalità richiede il suo attrezzo, non che ne dobbiamo possedere una vagonata ma almeno qualcosa maggiormente adatto alla calma e alla distanza e qualcosa in grado di affrontare la mareggiata.

Poi vedrete gli ESPERTONI tirare a più non posso pertiche senza anima e nemmeno le guardano perché o si attacca qualcosa di veramente grosso, magari un sub di passaggio, oppure..
Alla prossima

mercoledì 9 gennaio 2013


tecnica spiaggia: galleggio e non solo

Calpesto sabbia da ormai tre decenni e più, non solo per motivi di vacanza, anzi proprio in estate non ne sono estasiato.
Sabbie di ogni granulometria, dai grossi sassi di Monte Giordano in Calabria, a quelle che sembrano talco di capo Comino in sardegna, a quelle nere del "dito" della Corsica. A furia di pescare qualche pesce l'ho preso anch'io, anche se una volta fatta una cattura proprio bella non riesco proprio a continuare. Sono fatto così!
Ora si tratti di una bella spigola, e ne ho prese ovviamente non perchè sia bravo ma perchè andavo spesso a pesca, o orate o umile ma grosse razze, mi scarico, l'adrenalina scompare e.. battuta finita.





Un nel mare formato continua a intrigarmi non poco e probabilmente è il tipo di condizione che meglio riesco ad affrontare forse perchè sono abituato a ragionare,  a pensare e mare mosso è sinonimo di scelte da fare.

In passato non c'era pioggia a fermarmi, se il mare era quello giusto si partiva e basta. L'intera notte di pesca non era assolutamente evento raro.
Ora preferisco pescare in diurna, potendo ovviamente, perchè ho attaccato alla mia schiena tre terribili arpie, tre ernie ovviamente contratte pescando.
Ma anche queste condizioni meno da Rambo possono regalare momenti piacevoli.
Da un pò di anni sui litorali del Tirreno centrale sono presenti in pascolo grosse lecce stella.
Iniziano generalmente a fine febbraio e proseguono fino alle porte dell'inverno. Esemplari da sette etti non sono rari.

Personalmente le pesco sempre con una coppia di canne, una leggera con cima molto sensibile, la vecchia ma impareggiabile Gold Medal abbinata a mulinello con 0,18 in bobina e piombo da 100 - 110 grammi. Poi una rip per provare la massima distanza, generalmente la Energy 5/7 da 4 metri o la Celebration, mulinello caricato con 0,21  e piombo da 150 (aspetto di provare per questa pesca la MMT usata con successo una sola volta). C'è la nuova Gold Medal  molto simile alla precedente ma ancora più sensibile in vetta (evoluzione dei materiali) o la 4,10 della serie Anniversary , bellissima, prestante sensibile ma anche economica nonostante sia una Full Made in Italy.











 Le piccole lecce pascolano a distanze spesso ridicole, quelle grosse si trovano spesso dietro la poca schiuma di una secca al largo e magari saranno 100 metri, ma quando arriva il maestrale pomeridiano o il ponente, allora c'è bisogno di un piombo che buchi l'aria e arrivi laddove c'è pesce. Il bracciolo lo confezione lungo, anche 2 metri, fluorocarbonio ovviamente di diametro tra lo 0,16 o lo 0,21. L'importante che l' appetibilissima arenicola sia innescata abbondante e sostenuta da flotter che fungano anche da attrattori.
La gold medal preferisco tenerla leggermente in bando, essa da il meglio di se quando le grosse lecce mangiano con grande sospetto, quella cima anche se un poco in bando ci segnala la mangiata con un profondo inchino.



L'amo che preferisco è a filo medio tipo Crystal ma con punta affilata chimicamente. Non sembrerebbe la il muso di quelle grosse è bello duro.

 Dicevo della MMT, l'ho usata proprio durante l'ultima battuta alla ricerca di orate che non c'erano. Poi l'armai con un doppio flotter e salvai una mattinata altrimenti sterile. Aspetto marzo per farla lavorare alla ricerca delle lecce più grosse dell'intero anno.
Lo so c'è gente in giro che di pesce ne prende tanto, che va a pesca anche 4 volte a settimana, che riesce ad essere quasi feroce fino all'ultimo tozzo di arenicola o di tubicola, che vagabonda per le spiagge fino a trovare quella fertile. Io non ci riesco, forse non ci sono mai riuscito perchè probabilmente non mi interessa quanti pesci, mi interessa magari come prendere quell'unico pesce.




 mimmo marfè

domenica 30 dicembre 2012


2013: anno della riscossa, almeno si spera


Ovviamente la prima cosa da dire è che vi auguriamo un nuovo anno pieno di personali soddisfazioni, ma anche che speriamo che per tutti voi, per tutti noi, sia l'anno della riscossa. Riscossa da una situazione stagnante che colpisce anche noi singoli pescatori.
Ma riscossa anche da una italica pessima abitudine di vedere l'erba del vicino sempre più verde.
Allora sempre pronti a denigrare anche quanto di eccellente riusciamo a produrre nel nostro Paese. E Bad Bass nel suo piccolo è un prodotto ITALIANO di eccellenza.


Le canne in foto è la nuova serie Anniversary della Bad Bass, non canne low cost ma canne con ottimizzazione dei costi intervenendo sulla componentistica e sui numeri della produzione.
ASSOLUTAMENTE FULL MADE IN ITALY, che è più di Made in Italy.
Ma statene certi usciranno fuori immediatamente i sapientoni gli espertoni, quelli che più di loro c'è forse solo la Bibbia.
Cosa diranno? Cavolate del tipo "..si ma levecchie bad bass erano un'altra cosa", oppure "..sono convinto che sono cinesi, me lo ha detto il rappresentante della Diffamation Fishing..." o ancora " sono troppo leggere". A costoro possiamo solo dire di usare la lingua in modo più saggio e chi è convinto che non siano FULL MADE IN ITALY, possono tranquillamente denunciare la Bad Bass per truffa e falso ideologico.
Torniamo a cose più amene.
Ecco il trio Bad Bass alla presentazione della Anniversary.
Danilo pescatore provetto, Biagio pescatore e vero stupratore di canne (avete visto il suo video con la MMT e come la stupra con il 125 con lancio angolato a ore 15???), ma anche quarto assoluto al campionato italiano di long casting categoria fisso (ma primo tra i groundisti). poi Genny pescatore e grande ricamatore del lancio.Po c'è un nuovo arrivo che vi presentiamo.


Sono loro il gruppo, dove ognuno per la propria specialità, testa i progetti..e vi garantisco che le nuovissime canne, che orgogliosamente, consapevolmente, giustamente, derivano da progetti già collaudati, hanno qualità elevatissima ma prezzi davvero incredibilmente appetibili.
Poi c'è Carlo, veneto di Vicenza, componente la squadra vincitrice del campionato italiano di elite. Carlo non entra nel gruppo perchè è campione d'Italia ma entra nel gruppo perchè da sempre apprezza gli attrezzi bad bass e riesce a valorizzarli. Su questo stesso blog c'è un post dove utilizza la International su campo da lancio e dove, lui che non è un lanciatore la porta oltre i 200 metri. Poi chiedetegli come hanno impostato le tre gare del campionato: Phoenix, Phoenix ed ancora Phoenix!


E chiudiamo questo anno con tanti auguri anche da parte della casa editrice per cui lavoro.



venerdì 14 dicembre 2012

attrezzi surf casting :UN PO' DI STORIA


 Nella vita onestà e sincerità pagano sempre: se affermassimo che Bad Bass sia stata la prima azienda italiana a dedicarsi al surf casting, peccheremmo di onestà. Ma dai primi momenti in cui ha indirizzato la propria produzione a questa tipologia di pesca si è distinta per originalità del progetto e per la produzione avvenuta da sempre esclusivamente in Italia.
La prima? La Guscu 1, una superleggera dedicata alla spiaggia seguita da alcune variazioni in materia di potenza, poi L bellissima ripartita Bad Bass (era questo il nome della canna) e le splendide Splinter 2, canne che se fossero rimesse sul mercato così come erano, sarebbero ancora attuali.
 Arrivò poi una delle più belle tele a mia opinione mai prodotte, la Konixx, che adottava 4 diversi moduli di carbonio per le diverse sezioni. Unico limite la limitata lunghezza di 3 metri e 80 e l'impossibilità di tentare di modificarla mantenendo un progetto telescopico. ma c'è chi la usa ancora, me compreso, con grandissime soddisfazioni.


Tra le fuori serie va annoverata sicuramente la Slider, carbonio altissimo modulo a nido d'ape per peso molto contenuto e grande potenza con un' anellatura che da sola costa quanto una canna medio economica. Una vera canna per amatori della perfezione.
Non stiamo qui a raccontare tutta la produzione e le varie serie tra cui alcune con indici di gradimento elevatissimo ma un pò delle più originali.
Le cinque metri? La prima fu la Maxima  che è ancora attualissima e che è stata capostipite della serie che comprende la 2 e la 3.


Poi tutte le varie rip tra cui citiamo la Bull Breaker dalla cima sensibilissima, la serie Energy, le mareggiata, la Ska da pedana usata da Franzese per il personale titolo italiano o la UK Competition e ancora la splendida serie International.
E cosa dire della serie Trio. Dopo tanti anni ancora attualissime e apprezzatissime.


Personalmente ho avuto le MB2 quali fedelissime compagne in spiaggia insieme alle CTM ribattezzate Raja dopo che io stesso catturai con la canna una razza di poco meno 12 chili.


Iber Trio e sotto di lato la Slider



Tantissime le bellissime canne prodotte, e tutti coloro che le hanno acquistate ed usate poi difficilmente se ne sono separati. Sono stati catturati pesci di ogni tipo, usate in tutte le condizioni possibili, ma parafrasando una celebre pubblicità potremmo dire che Bad Bass è per sempre.

Siamo a circa un anno dal cambio di proprietà e la serie New Anniversary celebra a prezzi contenuti al massimo possibile, l'avvenimento.
E contro tutte le male lingue che mai mancano, la produzione continua ad essere esclusivamente FULL MADE IN ITALY a prezzi che molto spesso sono competitivi con canne prodotte all'estero.
Siamo quasi pronti a presentarle insieme alla riedizione della stupenda Gold Medal cambiata solo nell'estetica e corredata di leggerissimi anelli Pacific Bay.







martedì 4 dicembre 2012

Ground Cast a pesca


Ueh! Ce ne fosse uno che non sa fare almeno il ground! Eppure all’inizio in tanti abbiamo sudato e speso non poco per apprendere dai vari profeti dell’epoca i segreti di questi due lanci. Parliamo ormai di 20 anni fa, e non sono pochi, e come un virus che si trasmette di persona in persona, c’è stata una crescita esponenziale di tanti nuovi profeti che a torto o ragione hanno vestito i panni dell’istruttore per trasmettere il verbo ai nuovi discepoli. Solo che spesso è accaduto, e non parlo assolutamente di me stesso, che una volta che l’allievo rischiava di superare il maestro, i rubinetti hanno iniziato a marcare siccità. Capita.
Per le sequenze fotografiche abbiamo scelto volutamente persone che praticano sia la pesca che il lancio tecnico per evitare ogni estremismo sia di banalizzazione che di ricerca ossessiva del gesto.
GROUND CAST
Ground ha un solo significato ovvero suolo. Ne consegue che il ground cast è un lancio con partenza del piombo dal suolo.
Primo problema: una superficie “sporca” o troppo molle si presta male alla traiettoria che il piombo dovrà effettuare a terra.
Immaginate a tale proposito un piombo rampinato che dovrebbe formare un percorso semicircolare a terra.

Si imparano i primi gesti sulla spiaggia


La potenza che riesce a spigionare un lancio ground è determinata dalle flessioni e contro flessioni con le quali siamo in grado di caricare la nostra canna.
Secondo problema: una canna troppo morbida disperderebbe le energie man mano accumulate già durante la prima fase di caricamento
Una qualsiasi parabolica di media rigidità e con cimino morbido non è adatta all’effettuazione del ground cast penna la rottura della canna. Tutta una serie di canne telescopiche o in tre sezioni ad innesto, di buona potenza consentono l’uso del ground a pesca a condizione però che non si superi un’angolazione ad ore 13. (ciò nell’ipotetico orologio che utilizziamo per comprendere le diverse angolazioni.




Le canne maggiormente adatte al ground cast sono quelle a ripartizione di potenza più o meno rigide e che abbiano un cimino non troppo elastico.
La chiusura deve avvenire con il pugno sinistro presso la mammella sinistra. La canna ben caricata è flessa in tutta la lunghezza (Celebration BBT)


La lunghezza ideale per una canna da ground cast parte dai 3 metri e 96 (13 piedi) fino ad arrivare a 4 metri e 30 circa (14 piedi e 2). Le canne più corte utilizzano meno la lunghezza della leva e richiedono quindi maggiore tecnica(ciò vale anche per il pendolare)
Il ground da pesca può essere effettuato senza alcun problema con un mulinello a tamburo fisso ma c’è chi preferisce anche a pesca l’utilizzo del rotante che offre sicuramente un vantaggio: il minor peso, e siamo su rapporti di 1:2, offre un gesto di chiusura meno appesantito e si possono ottenere maggiori accelerazioni.
Una serie di canne telescopiche consentono a pesca l’utilizzo del ground: segnaliamo tra queste le Trio Standard e Compact tra quelle storiche e la nuovissima ma potentissima MMT 423.
ESECUZIONE DEL GROUN CAST

1. si stende il piombo a terra con un’angolazione compresa tra ore 13 e ore 15
2. la canna va tenuta inclinata e le braccia abbastanza staccate dal corpo e si inizia una rotazione a terra del piombo senza mutare l’inclinazione della canna
3. Mentre il corpo trova un assetto stabile si completa la rotazione della canna
4. Il sinistro inizia a tirare la canna  in avanti assecondato dal destro che in questa fase non ha un ruolo attivo
5. Il sinistro ed il destro si incrociano con il pugno destro che è come se tirasse un pugno violento al cielo e il sinistro che tira la canna verso il pettorale sinistro




L'esecuzione di due ground da pesca, in alto con International Pro, sotto con MMT 423

6. Si completa il gesto tenendo ferma la canna ad un’angolazione di circa 45 gradi